“Le Chicche di Marisa”. Microimpresa alimentare in primo piano

 

Marisa Manstretta
Marisa Manstretta

La presentazione de “Le Chicche di Marisa”, non può che partire da due considerazioni iniziali: non è l’età che ferma lo spirito imprenditoriale di una persona e il coraggio di trasformare il proprio progetto in corso d’opera. Questa la storia che Marisa ci racconta nell’intervista che segue, con la grinta di chi, andata in pensione, riprende in mano la sua vita e si dà nuovi obiettivi. Un esempio significativo per tutti noi!

La storia della sua impresa è po’ diversa da quelle delle microimprese domestiche alimentari che di solito raccontiamo. Era partita con l’idea di avviare una produzione di confetture fatte in casa e poi, nel corso del tempo, il progetto si è trasformato. Ci vuole raccontare com’è andata?

Sì esatto, stavo cercando un modo per rendere una mia grande passione un’attività a tutti gli effetti e mio figlio ha “trovato” il sito di Cucina Nostra, così è iniziato tutto. Abbiamo partecipato a degli incontri, ma pian piano ci siamo resi conto che non sarebbe stato così semplice modificare la cucina di casa in modo da renderla adeguata alle normative, in quanto è un grande open space che include il soggiorno. E l’idea di modificare una stanza esistente della casa non era percorribile. Abbiamo quindi preferito creare un piccolo annesso, accessibile dall’esterno e dotato di bagno e antibagno interno così da avere un vero e proprio piccolo laboratorio, pur sempre domestico in quanto è attrezzato come una cucina di casa. A tutti gli effetti di normativa è però un laboratorio artigianale.

All’inizio, come mai era arrivata a pensare di avviare una microimpresa domestica nel settore alimentare, nonostante sappiamo che non sia così semplice in Italia?

L’idea mi è venuta quando, dovendo chiudere la mia libreria aperta nel 1967 per disdetta del contratto di locazione, volevo continuare a tenere i contatti con i miei vecchi clienti a cui negli anni avevo sempre regalato le mie confetture fatte in casa. La cucina è sempre stata una mia grande passione per cui perché non far diventare ufficiale questa attività? A soli 70 anni sono diventata microimprenditrice, nonostante sia stata commerciante per tutta la vita.

Che cosa si porta delle pregresse esperienze lavorative in questo suo nuovo progetto imprenditoriale? Ossia quali abilità, consapevolezze, esperienze passate, le sono state utili per cominciare con questo nuovo lavoro?

Le mie esperienze lavorative come commerciante nel mondo dell’editoria sono state completamente diverse, ma l’ambiente gastronomico è sempre stata la mia secondaria passione. Diciamo che sicuramente la gestione amministrativa che curavo in prima persona è competenza che tornerà utile nella nuova microimpresa. Anche l’aspetto di contatto diretto coi clienti è sicuramente qualcosa a cui sono abituata e che mi piace molto. E poi direi la consapevolezza che bisogna fare un passo per volta e che non bisogna aspettarsi di avere “tutto e subito”. Questo il mio bagaglio.

Cosa trova di gratificante nel mettere su un’attività in proprio che ha a che fare con il cibo fatto in casa per nutrire gli altri?

La gratificazione maggiore è quella che mi danno i miei clienti con l’apprezzamento dei miei prodotti. Sapere di soddisfare i loro gusti, sperimentare abbinamenti nuovi e saperli in qualche modo anche stupire. Sono tutte cose che mi gratificano e mi spingono a fare sempre meglio.

Che cosa si aspetta da questo nuovo lavoro?

Sicuramente la mia età gioca un ruolo importante nell’affrontare questa avventura con grande serenità e un po’ di fatalismo. Non dico di non avere aspettative, ma sicuramente questo lavoro mi servirà anche per sentirmi attiva e valida e a non dar peso agli anni (che, peraltro, fisicamente non sento di avere).

Ha delle paure nell’affrontare questa nuova impresa?

No, come detto, sono serena. I primi riscontri sono stati molto positivi e sto continuando a migliorare le mie ricette per avere un prodotto sempre più buono e sano.

Cosa comporta avviare una piccola impresa nel settore alimentare dal punto di vista: dei rapporti con la ASL, burocratico, organizzativo, economico/finanziario, dei cambiamenti che ha dovuto fare nella sua abitazione?

Fortunatamente tutta la parte burocratica (che include la struttura costruita, i rapporti con Cucina Nostra e con il commercialista) sono stati tenuti da mio figlio ingegnere, senza il quale probabilmente mi sarei arresa subito. Sicuramente l’aspetto edilizio nel mio caso è stato preponderante in quanto abbiamo dovuto presentare una pratica edilizia come “ampliamento di fabbricato esistente”, che è certamente una pratica impegnativa in quanto vanno affrontati vari aspetti.
Per quanto riguarda invece i rapporti con l’ASL (che stiamo ancora aspettando passi per il primo sopralluogo), di fondamentale importanza è stato il supporto tecnico della consulente di Cucina Nostra, preparatissima, e che ci ha dato una mano fondamentale nel capire tutti i requisiti e come arrivare alla presentazione della pratica SCIA.

Altro aspetto importante è stato quello creativo, grafico e fotografico per il quale mio figlio ha radunato un team di amici che hanno creato tutta l’idea grafica delle Chicche. Un team veramente appassionato, che ringrazio anche qui pubblicamente.

In ultimo, la parte economica ovviamente l’ho affrontata io.

Che difficoltà ha incontrato per avviare la sua attività? Può segnalare le principali?

Il Laboratorio de "Le Chicche di Marisa"
Il Laboratorio de “Le Chicche di Marisa”

Finora le difficoltà primarie sono state quelle legate alla costruzione del laboratorio e mi auguro di non averne da parte dell’ASL.

Come si è organizzata per affrontare queste difficoltà?

Come detto, abbiamo creato un team diversificato in cui, con le competenze di ognuno, siamo riusciti piano piano a venire a capo dei vari problemi legati alla pratica edilizia e alla SCIA per attività produttiva. Un consiglio che mi sento di dare quindi è sicuramente quello di affidarsi per la parte ASL agli affidabili consulenti di Cucina Nostra e per tutto il resto di chiedere ad amici e conoscenti che possono essere una fonte di aiuto.

Secondo lei, cosa bisognerebbe fare e chi dovrebbe intervenire per semplificare l’avvio e l’affermarsi di questo tipo di attività, dal punto di vista burocratico, della sostenibilità dei costi, del mercato?

Innanzitutto bisognerebbe alleggerire la parte economica e burocratica da parte dello Stato; si dovrebbe capire che chi avvia una microimpresa, non potrà mai guadagnare cifre altissime contro un impegno quotidiano importante e impegnativo. Per cui semplificare la burocrazia, per poter avere un prodotto che sia competitivo sul mercato a livello di costi, che proporzionalmente sono più alti rispetto alla grande distribuzione.

Può presentare la sua impresa artigiana? Quali alimenti produce, quale il target di clienti a cui si rivolge, com’è organizzata la distribuzione dei suoi prodotti, quali sono le modalità per contattarla e ordinare gli alimenti che produce, altre informazioni che vuole evidenziare/segnalare?

La mia impresa produce prevalentemente confetture e conserve, siamo infatti un laboratorio di trasformazione di frutta e ortaggi. Ho iniziato con confetture monotematiche per poi spaziare in tanti altri abbinamenti anche di mia invenzione (ad esempio “mele, fiori di zucca e cannella”, “mele, menta e limoni” ecc). Ho affidato la vendita dei miei prodotti ad un paio di negozi, ma in prevalenza ho fidelizzato alcuni miei vecchi clienti per poi allargare la mia clientela con il passaparola.

Privilegiamo sicuramente la vendita diretta, in quanto possiamo così tenere prezzi equi sia per il consumatore sia per noi che produciamo. Abbiamo iniziato anche a contattare i GAS (gruppi d’acquisto solidale) che ci sembrano un ottimo canale per prodotti come il nostro. I miei contatti possono essere telefonici o legati al sito e alla pagina Facebook e, oltre al ritiro presso la mia abitazione, posso far consegnare a Pavia e immediato hinterland, o a Milano città senza costi aggiuntivi. Stiamo studiando anche la possibilità di spedizione con le poste su tutto il territorio nazionale.

Approfitto quindi per lasciare i nostri contatti:

Le Chicche di Marisa

Via Villani 14, 27030 Zinasco (PV)

Tel. 0382.914396 – Cell. 346.3841537

Sito Internet: www.lechicchedimarisa.it

Mail: [email protected]arisa.it

Pagina FB: www.facebook.com/lechicchedimarisaPV

 

 

 

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