La Figacina di Rastiglione: una torta di comunità!

La Figacina di Rastiglione
La Figacina di Rastiglione

A volte capita di scoprire inaspettatamente dei veri e propri tesori. Quei tesori di cui è piena l’Italia e che rimangono custoditi negli anfratti delle nostre colline e  montagne.

L’ospite eccezionale del Tavolino virtuale di Dolciconme, questa volta è una intera comunità e il dolce della tradizione delle sue famiglie: La Figacina di Rastiglione.

Un piccolo gioiello che ho l’onore e il piacere di presentare nella consapevolezza di avere, così, salvaguardato il dolce di una tradizione che rischia di andare perso. Ed è proprio questo il motivo che mi spinge a invitare e ricercare persone con le loro ricette di famiglia, per testimoniare di un patrimonio che rimane sconosciuto ai più, e rischia di svanire definitivamente.

Vi renderete conto di questo continuando a leggere la storia che sto per raccontarvi.

Cartolina di Rastiglione

Cartolina di Rastiglione

Rastiglione è una piccola frazione del Comune di Valduggia, nella Bassa Valsesia. È la frazione più alta, e la sua comunità ancora oggi è particolarmente coesa, con il desiderio di conservare e tramandare la propria identità e tradizione.

In questo piccolo paese della collina valsesiana una delle consuetudini delle famiglie è la preparazione della “Figacina”, una torta semplice negli ingredienti, che ben rappresenta l’essenzialità della vita di un tempo antico.

Il nome Figacina non si sa da dove provenga, ma con buona probabilità sta per “focaccina“, termine adattato dal dialetto locale. E, in effetti, di una focaccina dolce si tratta.

Le custodi della ricetta, e della sua tradizione, sono Nunzia ed Enrica, e altre donne che abitano nella Frazione.

Nunzia ed Enrica con le Figacine di Rastiglione
Nunzia ed Enrica con le Figacine di Rastiglione

Mi raccontano che questa torta viene preparata due volte l’anno in occasione delle due importanti feste patronali: una, l’ultima domenica di maggio (VI domenica di Pasqua), l’altra, l’ultima domenica di settembre, quando si celebra il patrono del paese, San Michele Arcangelo.

Da tempo immemorabile si prepara questo dolce, e Nunzia ed Enrica mi dicono che una volta ogni famiglia arrivava al Forno del paese e si faceva la fila per poterla cuocere. Già, perché Rastiglione ha un forno a legna che appartiene a tutta la comunità e che, ancora oggi, funziona. L’unico rimasto nella Bassa Valsesia.

Il Forno di Rastiglione
Il Forno di Rastiglione

La preparazione di questa torta richiede una cura particolare e comincia con l’accensione dell’antico forno a legna, che deve essere preparato con un buon anticipo per far sì che funzioni al meglio al momento della cottura.

Occorre tutta una conoscenza ed esperienza per l’accensione e la gestione, perché inizialmente il forno da freddo deve essere portato a temperatura in modo tale che i mattoni interni che lo costituiscono diventino da rossi a bianchi.

Interno del Forno
Interno del Forno

Nunzia mi fa notare che tutto quello che sa del forno e di come si utilizza, l’ha imparato da sua madre che, a sua volta, l’aveva imparato da sua nonna. L’apprendimento è basato sull’osservazione, sul tatto e sugli errori fatti. Così, oggi, questa esperienza preziosa è conservata nel racconto e nel “saper fare” delle donne di Rastiglione.

Nunzia
Nunzia

Nunzia mi confessa che le piacerebbe molto trasmettere queste conoscenze a giovani che si appassionino della cottura al forno a legna e della voglia di preparare la Figacina di Rastiglione.

Ma veniamo alla preparazione del dolce.

Gli Ingredienti della Figacina di Rastiglione.

Ingredienti Figacina
Ingredienti Figacina

Occorre dire che è talmente grande l’orgoglio e l’attaccamento alle proprie tradizioni che i Rastiglionesi hanno voluto immortalare la ricetta della Figacina facendone una pergamena, giustamente valorizzata in una cornice.

Nella preparazione a cui ho assistito le dosi utilizzate da Nunzia sono le seguenti:

farina bianca 1,5 kg.; zucchero 1,5 kg.; uova 10; 2 limoni; burro 500 gr.; lievito galenico preparato con: 30 gr. di bicarbonato + 45 gr. di cremor tartaro (si fa preparare in farmacia); latte 1 bicchiere.

Le quantità degli ingredienti sono giustificate dal fatto che quando si prepara la Figacina la si fa per tutta la comunità, in caso contrario non avrebbe senso accendere il forno a legna.

Volendo prepararla a casa, le dosi andranno indicativamente ridotte di un quinto, ossia: 300 gr. di farina bianca; 300 gr. di zucchero; 2 uova; 1 limone; 100 gr. di burro; 20 gr. di lievito galenico; 25 ml. di latte.

Esecuzione

1.

Su un asse di legno mettere la buccia dei limoni grattugiati. Aggiungere la farina, lo zucchero e fare la conca.

2.

Far sciogliere il burro, sbattere le uova e aggiungerle nella conca.

 3.

A fianco della conca, insieme ad un po’ di farina, aggiungere il lievito galenico e scioglierlo con il latte. Quindi amalgamarlo con gli altri ingredienti.

4.

Lavorare il tutto fino ad ottenere un impasto compatto.

 5.

Dividere l’impasto in parti tali che servano a riempire i diversi stampi, che verranno in precedenza ben imburrati.

Una forma di Figacina
Una forma di Figacina

 

 6.

Una volta ben distribuito l’impasto nello stampo, fare delle decorazioni con un bicchiere capovolto.

Preparazione della Figacina
Preparazione della Figacina

 

 Cottura nel forno a legna.

1.

Distribuito l’impasto in tutti gli stampi per le torte che si vogliono cuocere, occorre portare il forno alla temperatura giusta per consentire la cottura.

La temperatura giusta del forno a legna adatta per la cottura, viene misurata da Nunzia toccando la manopola del coperchio che lo chiude. In questo modo lei sa quando è il momento giusto per infornare.

2.

Una volta infornate, le Figacine devono rimanere in forno esattamente un quarto d’ora. Anche questa conoscenza deriva direttamente dall’esperienza tramandata da generazioni.

In un quarto d'ora si cuociono
In un quarto d’ora si cuociono

 

 3.

Dopo esattamente un quarto d’ora, le Figacine sono cotte. Nunzia lo accerta picchiettando le torte con un dito.

La Figacina è cotta
La Figacina è cotta

 

Ed ecco qua: La Figacina di Rastiglione

Figacine pronte

La Figacina si mangia dopo averla spezzata con le mani. La sua consistenza è dura, e la potete mangiare anche dopo parecchi giorni. Tenuta in luogo fresco e asciutto, conserva egregiamente il suo gusto e la sua croccantezza.

La Figacina si spezza con le mani
La Figacina si spezza con le mani

 

Che dire di più?

Chi fosse interessato ad imparare la preparazione della Figacina e l’uso del forno a legna può rivolgersi a Nunzia Bardone, a questo numero di telefono: +39-0163-48963.

La Figacina di Rastiglione
La Figacina di Rastiglione

 

Allora…Una bella torta di comunità da gustare e da tramandare… al Tavolino virtuale di Dolciconme !

La Figacina di Rastiglione
La Figacina di Rastiglione
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