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Dialoghi intorno a un dolce. La testimonianza.

Dialoghi intorno a un dolce, dopo l’articolo dedicato alla riflessione sull’affermazione “nessuno è indispensabile”, ragiona intorno a un tema particolarmente importante per ciascuno di noi e per la società tutta: la testimonianza, e propone la ricetta di un dolce che dà piacere e soddisfazione per iniziare la giornata con una buona colazione.

Il dolce del giorno: i “flauti”, brioches appetitose per una buona colazione!

Brioches alla marmellata, la ricetta di Tutti a Tavola

I cosiddetti “Flauti” sono delle brioches molto semplici che, però, danno il vantaggio di una presentazione diversa dai soliti cornetti e fanno meglio gustare il loro ripieno, che può essere sia a base di marmellata, sia con crema pasticcera o nutella, perchè no, fatta in casa!

Debora di Tutti a Tavola ne propone una ricetta leggera e facile da preparare, che potete vedere nel video a fianco.

Per quanto mi riguarda ho provato a fare più volte queste brioches avvolgenti e ho potuto assicurarmi delle colazioni ricche e molto buone, pur se leggere dal punto di vista alimentare. Le mie prove dei flauti le vedete qui a fianco.

Se volete stupire i vostri famigliari o/e i vostri ospiti questo dolce vi dà una buona opportunità.

Il tema di oggi: La testimonianza

Durante la vostra esistenza avete mai avuto la necessità, in una circostanza in cui eravate oggetto di denigrazione e di ingiustificato attacco, che qualcuno testimoniasse la vostra onestà, la vostra coerenza e la vostra correttezza e dedizione ad una causa? “Una persona che assiste a un fatto ed è in grado di garantirne la veridicità” – come l’enciclopedia Treccani spiega il significato di “testimone” – , testimoniando appunto i fatti di cui siete stati protagonisti?

A me è successo in due momenti significativi della mia vita. Nel primo fu una carissima amica a prendere la parola a mio favore, di fronte alle persone per le quali ero diventata bersaglio di discredito. Ne fui grandemente stupita perché non avrei mai pensato che qualcuno avesse questo coraggio nel dare testimonianza del mio operato. Gliene fui grata per tutta la sua, purtroppo, breve vita.

Nel secondo momento saliente, invece, ho provato una grande delusione per quelle persone che credevo “amiche”, che avevano condiviso con me occasioni importanti di crescita e di scoperta che ci avevano fatto evolvere come professionisti e come persone e che, al momento giusto, si erano ecclissate, lasciandomi una sensazione di completo abbandono e tradimento.

Sul senso della testimonianza e sul suo valore nella vita delle persone, mi piace riportare il brano di un libro che ho letto in un momento di grande cambiamento, intitolato “Passaggio ad Avalon” di Jean Shinoda Bolen, che da sempre mi risuona nella mente. L’autrice, psichiatra junghiana conosciuta a livello internazionale, ha sviluppato uno specifico approccio alla psicologia femminile, partendo dalla teoria junghiana sugli archetipi. Si è sempre distinta per la vicinanza ai movimenti femministi ed è una ferma attivista per la pace e i diritti umani.

La testimonianza secondo Jean Shinoda Bolen

“Tutti noi condividiamo il bisogno di sentirci totalmente onesti, di riuscire a parlare con un altro essere umano in grado di accettarci per ciò che siamo, e che creda in noi, a quello che abbiamo fatto e che a noi è stato fatto, che creda nelle nostre speranze, a ciò che pensiamo, temiamo e proviamo. Questo naturalmente, oltre a quella dei terapeuti, può riguardare anche la sfera degli amici, sempre che i nostri amici siano persone con le quali possiamo parlare apertamente, con le quali sappiamo che qualsiasi cosa diremo non sarà poi riferita ad altri, non sarà tenuta o agita contro di noi. (…)

Non è poca cosa essere testimoni della storia della vita di un’altra persona. Ascoltando l’altro con compassione, legittimiamo reciprocamente la nostra vita, attribuiamo un significato alla sofferenza e aiutiamo lo sviluppo del processo di perdono e guarigione. Grazie alla nostra accettazione, una persona che si sentisse esclusa dalla collettività potrebbe riuscire a riconquistare un nuovo senso di appartenenza.”.

Un film per capire il valore della testimonianza

Per concludere queste impegnative riflessioni, vi lascio con la clip del film “Suffragette” a cui sono molto legata, che ci aiuta a capire quanta strada si è dovuta fare per affermare la dignità e il posto nel mondo delle donne, per non dimenticare quanta ne resta ancora da fare. La scena è quella centrale del film e riguarda proprio la testimonianza che la protagonista ha il coraggio di portare sulla condizione di vita delle donne lavoratrici, di fronte alla commissione composta dai rappresentanti del governo inglese che aveva il mandato di raccogliere gli elementi necessari per valutare l’opportunità di concedere il voto alle donne.

Avete una storia simile da raccontare?

Se avete anche voi una storia simile da raccontare scrivete un breve testo [email protected]. Verrà pubblicato in un apposito BOX sul Blog.

Se, invece, avete la ricetta di un dolce, che volete “offrire” al Tavolino virtuale di Dolciconme, inviate, sempre a [email protected], un video con l’esecuzione della ricetta e anche quello sarà pubblicato nei prossimi articoli. In questo caso per l’invio vi consiglio di utilizzare WeTransfer.

GRAZIE!

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