Sweet compie un anno!

Cucina Nostra e Dolciconme continuano l’attività di monitoraggio delle Microimprese domestiche alimentari associate. Le domande a cui tentiamo sempre di rispondere sono:

Vale la pena avviare un’attività di produzione di alimenti fatti in casa legale?

È sostenibile dal punto di vista economico-finanziario?

Si riesce ad avere una clientela che consenta di prospettare un’attività stabile, che produca reddito?

SWEET di Monica TernulloQuesta volta intervistiamo Monica Ternullo, titolare di Sweet, che ha da poco compiuto un anno di attività.

Risulta molto interessante confrontare questa intervista con quella rilasciata da Alice Bossi, titolare di Dolci Incantati, perché quello che emerge gradualmente dalle esperienze è che l’attività risponde in senso positivo alle domande che ci facciamo, e che molti di voi si fanno. Nello stesso tempo si rivela pienamente la serietà dell’impegno che richiede, che non ammette improvvisazioni, perché si tratta di attività d’impresa a tutti gli effetti!

 

Monica Ternullo
Monica Ternullo

Ma andiamo velocemente a dare conto di ciò che ci ha raccontato Monica.

È passato circa un anno dalla nascita della tua microimpresa domestica alimentare, ci puoi raccontare brevemente cosa è cambiato in generale nella tua vita da quando hai aperto la tua attività?

cake design Sweet
cake design Sweet

I ritmi sono diventati serrati, l’attività della microimpresa ha occupato l’intera settimana con il succedersi delle fasi di preventivo – fornitura – preparazione – consegna dei prodotti. Alla produzione vera e propria si affianca l’attività di gestione della microimpresa, che va dalla puntuale osservazione del manuale di autocontrollo alle scadenze amministrative, nonché le attività di selezione delle forniture, approvvigionamento di materiali e ingredienti, materiale pubblicitario e gestione della pagina Facebook.

Le teorie economiche sulle imprese sostengono che per i primi tre anni dall’avvio l’attività sarà “in perdita”, ovvero ciò che si ricava va soprattutto per coprire le spese d’investimento e i costi di gestione. Solo dal terzo anno in poi si può ipotizzare un guadagno. Con la tua microimpresa com’è andata dal punto di vista della sostenibilità economico-finanziaria?

Non avendo stilato un inventario dei materiali acquistati e non ancora utilizzati, quindi le “scorte di magazzino”, non posso avere un quadro esatto della situazione, ciò che posso affermare è che a partire dall’investimento iniziale l’attività si mantiene da sola, tra entrate ed uscite, non è stato necessario alcun rabbocco di fondi.

Come valuti oggi, dopo un anno di attività, lo sviluppo del mercato per i tuoi prodotti? Quali difficoltà hai incontrato nel far apprezzare le tue produzioni, visto che stiamo parlando di “alimenti fatti in casa”, prodotti nuovi sul mercato alimentare? Quali iniziative hai preso per far conoscere la tua microimpresa e la sua produzione?

Il limite maggiore, a mio parere, per una impresa alimentare senza una vetrina fisica godibile e accessibile al pubblico, è incontrare la fiducia del cliente. Il passaparola è stato finora il riferimento maggiore, la prova d’assaggio risulta determinante.

Chi sono i tuoi clienti, che tipo di persone si rivolgono a te per acquistare i tuoi prodotti?

cake design Sweet
cake design Sweet

Soprattutto donne, per eventi privati.

Che difficoltà hai incontrato nell’organizzare il tuo lavoro?

L’avvicendarsi delle attività di produzione e della preparazione per i pasti della famiglia all’interno della cucina è sicuramente la fatica maggiore. Tenere separate le due produzioni sospendendo l’una a favore dell’altra e viceversa  nel corso della giornata.

Che difficoltà hai incontrato nella gestione della tua microimpresa (forniture, scadenze fiscali, rapporti con la clientela, ecc.)

Essendo tutto nuovo per me, la difficoltà iniziale è stata quella di dover sperimentare, confrontare prezzi e servizi dei fornitori, cadenzare le forniture su una stima a breve o lunga scadenza; imparare a velocizzare le tecniche di produzione, un tempo apprese solo per piacere personale e passione, per renderle produttive. Imparare nuove tecniche e sfidare nuovi progetti, mai sperimentati prima. Essere pronta e disponibile alle richieste e ai cambiamenti proposti dal cliente, anche a breve scadenza dalla consegna. Gestire le prenotazioni e imparare a dire di no quando l’agenda è già piena.

Sappiamo che la “prova del 9” per una microimpresa domestica è l’ispezione igienico-sanitaria da parte dell’ASL competente. Tu hai già ricevuto un’ispezione da parte dell’autorità sanitaria locale?

Non ancora.

A distanza di un anno da quando hai iniziato la tua produzione domestica, cosa è cambiato nella tua organizzazione famigliare?

Soprattutto i ritmi, molto più frenetici, compresi i weekend spesso sacrificati a produzione e consegna dei prodotti.

Se dovessi tornare indietro, rifaresti questa scelta?

Senz’altro , ma con molta più consapevolezza alle spalle!

 

Le produzioni di Sweet

  • Pasticceria fresca
    Pasticceria fresca

“SWEET” di Monica Ternullo. Villanova d’Albenga (SV)

Partita IVA 01720460094
Alimenti prodotti:
pasticceria dolce e salata
www.facebook.com/sweetdimonicaternullo
Telefono: +39-3496844942

“Microimpresa domestica alimentare associata a Cucina Nostra”

Precedente Sbrisulona dolcecomunque! Successivo Microimpresa domestica in primo piano: "Delizie&Capricci" di Stefano Sulis

Lascia un commento