Crea sito

Sì, si possono produrre e vendere dolci fatti in casa…

Produrre e venedere i utoi alimenti fatti in casa

NOTA: Dal marzo 2013, epoca in cui avviai questo Blog, molta strada è stata fatta.

La produzione e vendita in regola di alimenti fatti in casa sta diventando anche in Italia sempre più una prassi ordinaria. Oggi nella nuova modulistica per la Notifica sanitaria trovi l’opzione: “Produzione di alimenti in cucina domestica (home food)”.

Come mettere a norma la tua cucina per produrre legalmente?

Leggi qui i requisiti e le condizioni per avviare la tua produzione legale di alimenti fatti in casa.

Preparati ad aprire la tua Microimpresa domestica alimentare. Formati con Cucina Nostra! Lo puoi fare in aula e online. Per maggiori informazioni vai al nostro sito: formazione.cucinanostra.eu

CUCINA NOSTRA tra il 2015 e il 2017 ha fatto nascere ventitre microimprese domestiche alimentari che producono e vendono legalmente cibo fatto in casa sicuro dal punto di vista igienico-sanitario, con regolare notifica sanitaria, iscrizione alla Camera di commercio e Partita I.V.A. E altre ne partiranno a breve.

Clicca qui e sarai re-indirizzato al sito www.cucinanostra.eu. Troverai informazioni, servizi, consulenze, formazione, professionalità, capacità di interazione con le istituzioni pubbliche, credibilità conquistata sul campo, una comunità di Microimprenditori per condividere e scambiare esperienze, strategie di mercato, soluzioni organizzative per la tua Microimpresa domestica alimentare (MDA). CUCINA NOSTRA – APS, da tre anni al lavoro per rendere possibile il tuo sogno!

 

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

 

Produrre e vendere dolci fatti in casa
Dolciconme

Sì, si possono produrre e vendere dolci fatti in casa.

Buona lettura dell’articolo.

“Nella presentazione e nel primo articolo pubblicato sul Blog, parlavo di un progetto che avevo pensato per fare della propria cucina domestica una “piccola impresa”. Dicevo anche che quel progetto l’avevo messo nel cassetto circa tre anni fa.

Navigando in internet mi sono resa conto che nei vari forum collegati ai Blog di ricette e cucina, continua a girare la domanda: Si possono produrre e vendere dolci fatti in casa?

Includo un primo sommario elenco di siti e blog dove si è discusso di questo problema per dare un’idea più precisa:

 http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=240943

 http://forum.alfemminile.com/forum/cuisine1/__f71313_cuisine1-Come-si-fa-a-vendere-dolci-fatti-in-casa.html

 http://www.cesaremartino.it/licenze-autorizzazioni-necessarie-per-poter-vendere-prodotti-alimentari-fatti-in-casa.php

 http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20121015085353AAU1ZfJ

 http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080926044103AAI1wh8

 http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20110402004456AAlxZD6

http://girasole.forumfree.it/?t=53864104. In particolare in quest’ultimo forum, enza2010 il 4/7/2011 scrive:     

anche l’ufficio commercio del mio comune non è mai capitato una richiesta del genere e hanno consigliato di prendere un appuntamento alla c.commercio per capire l’inquadramento, tasse, etc.. andrò mercoledì!
io vorrei più che altro avere degli esempi di persone che sono riusciti a mettersi in proprio, e naturalmente in regola, per avere un paragone/punto di riferimento anche se ogni regione interpreta le normative diversamente. Il punto principale è l’adeguamento della cucina di casa.
Grazie ancora.

Sempre enza2010 il 13/7/2011, continua la sua informazione: Eccomi! Sono andata tanto alla camera di commercio quanto all’asl di Torino. Che fatica riuscire ad avere tutte le informazioni!! Comunque sono riuscita a capire che c’è un caso/richiesta simile alla mia a Torino! Posso usare la cucina di casa mia per produrre, però solo pasticceria secca e non fresca. Devo iscrivermi alla camera di commercio, aprire partita iva, chiedere l’ok dell’asl, etc… ma si può fare.
Adesso metto giù il mio business plan e spero entro ottobre iniziare la mia produzione vera e propria!
a presto.

A questo punto, non posso esimermi dal mettere a disposizione di chi è interessato a questo tema, quello che è stato tutto il lavoro che ho svolto tra gli anni 2009 e 2010 per preparare un Progetto di impresa sociale che ho denominato “Dolcifattincasa.com”.

 

Il caso-richiesta che cita enza2010 era il mio. Nel 2009, avevo presentato la mia idea di Progetto al servizio M.I.P. (Mettersi In Proprio) della Provincia di Torino, e con la Tutor che mi era stata assegnata avevamo fatto tutte le verifiche del caso.

Era stato presentato un quesito formale da parte del MIP all’A.S.L. TO1 che, a sua volta, aveva presentato un quesito alla Direzione Sanità, Settore Promozione della Salute e Interventi di Prevenzione Individuale e Collettiva, della Regione Piemonte. La risposta era stata quella che potete leggere direttamente in questo allegato.

La procedura di attivazione della piccola impresa era semplice. Una volta adeguata la cucina, garantiti la predisposizione ed applicazione di adeguato piano di autocontrollo e formazione degli operatori per la sicurezza alimentare dei prodotti preparati, così come indicato dalla Nota della Direzione Sanitaria, si presentava una D.I.A. (Dichiarazione di Inizio Attività, oggi SCIA) al Comune, e una RELAZIONE TECNICO DESCRITTIVA ai sensi dell’art.26 D.P.R. 327/80, di locali, impianti e attrezzature dell’esercizio.

 

Va precisato che tutto questo è possibile nella Regione Piemonte. Non so se quanto ho esposto possa applicarsi alle altre Regioni d’Italia. È pur vero che il Regolamento che motiva la risposta data all’ASL TO1, è europeo. Quanto meno il precedente della Regione Piemonte potrebbe essere portato ad esempio per ottenere un interessamento al problema da parte di altre regioni.

Fatte le verifiche del caso, predisposi il Progetto d’impresa sociale e, con l’aiuto di un cuoco professionista, un Manuale HACCP semplificato per la cucina domestica, nonché un Bussines Planing e un Manuale di produzione dei dolci da commercializzare, e Indicazioni per la commercializzazione via internet.

 Sono ancora interessata e disponibile a realizzare quel Progetto, perciò lo tiro fuori dal cassetto e lo sottopongo all’attenzione di chi vuole muoversi nella stessa direzione.

È importante in questo momento storico creare lavoro per poter disporre di un reddito, fare rete, stabilire rapporti di reciproca e onesta collaborazione, utilizzare al meglio le tecnologie della comunicazione. Il mio Progetto d’impresa sociale cerca di perseguire tutto questo.

 Aspetto le vostre osservazioni, domande e proposte.

 A presto!”

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.