Produrre e vendere dolci fatti in casa: cosa fare. N°1

Produrre e vendere dolci fatti in casa
Dolciconme

 

NOTA: Dal marzo 2013, epoca in cui avviai questo Blog, molta strada è stata fatta.

La produzione e vendita in regola di alimenti fatti in casa sta diventando anche in Italia sempre più una prassi ordinaria. Grazie al Regolamento CE 852/2004, Allegato II, Capitolo III, la nostra Associazione CUCINA NOSTRA tra il 2015 e il 2017 ha fatto nascere diciasette microimprese domestiche alimentari che producono e vendono legalmente cibo fatto in casa sicuro dal punto di vista igienico-sanitario, con regolare notifica sanitaria, iscrizione alla Camera di commercio e Partita I.V.A. E altre ne partiranno a breve.

Clicca qui e sarai re-indirizzato al sito www.cucinanostra.eu. Troverai informazioni, servizi, consulenze, formazione, professionalità, capacità di interazione con le istituzioni pubbliche, credibilità conquistata sul campo, una comunità di Microimprenditori per condividere e scambiare esperienze, strategie di mercato, soluzioni organizzative per la tua Microimpresa domestica alimentare (MDA). CUCINA NOSTRA – APS, da tre anni al lavoro per rendere possibile il tuo sogno!

 

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Produrre e vendere dolci fatti in casa: cosa fare. N° 1.

Un possibile percorso per verificare la fattibilità di una micro-impresa per la produzione e vendita di dolci fatti in casa

Vi avevo anticipato che sarei tornata su questo tema, che mi sta a cuore. In questi mesi estivi, e di recente, mi sono arrivate mail di persone interessate ad avviare una micro-impresa domestica per la produzione e vendita di dolci fatti in casa.

Chi mi ha scritto voleva mettere insieme pensieri, cercare informazioni utili, capire chi è l’interlocutore giusto per realizzare l’idea della propria impresa, quali difficoltà s’incontrano.

Come ho già detto nella presentazione del Blog, il mio progetto d’impresa sociale, così come l’ho concepito, è rimasto nel cassetto. Il problema per me fu che, quando si trattò di passare alla fase di realizzazione, la socia che avevo allora rinunciò e, dopo ripetuti tentativi per trovare altri partners, non avendo incontrato disponibilità, lo ritirai, appunto, “nel cassetto”.

Nel 2010, tuttavia, ho fatto tutto ciò che era necessario per verificare la fattibilità del mio progetto, ed essendosi dimostrato possibile e realizzabile da un punto di vista normativo e igienico-sanitario,  provo a mettere a disposizione la mia esperienza, sintetizzando i vari passaggi  utili a verificare la fattibilità di una micro-impresa per la produzione e vendita di dolci fatti in casa.

Così, con questo articolo inizio una serie di scritti che approfondiranno, a stretto giro di post (spero vi piaccia l’ironia!), uno alla settimana, i temi e i problemi che mi sono stati proposti.

Cominciamo allora a sviluppare il tema di…

QUALI INTERLOCUTORI?

− L’interlocutore da affrontare per primo è lASL (Azienda Sanitaria Locale) della vostra zona. Il primo passo, infatti, è quello di presentare un quesito all’ASL e ottenere un pronunciamento formale rispetto all’applicazione del Regolamento della U.E. 852/2004, Allegato II, Capitolo III.

Se nella vostra città o regione ci fosse un servizio di supporto all’imprenditorialità, tipo M.I.P., vi consiglierei di farvi accompagnare nel definire il vostro progetto d’impresa, specie per quanto riguarda tutta la parte burocratico-amministrativa, finanziaria, e le relazioni con le istituzioni locali (ASL  e Comune). Presentare un quesito all’ASL sull’applicazione del Regolamento CE 852/2004 da parte di questo genere di servizio, e non come comune cittadino, fa la differenza. Per me è stato così. In questo modo il dialogo avviene  tra due istituzioni che devono confrontarsi sull’applicazione delle norme. Questi servizi sono presenti più o meno in tutt’Italia, finanziati con Fondi europei.

Mi sembra utile segnalare sul tema dei controlli sanitari per gli alimenti, il documento approvato dalla Regione Piemonte, Definizione di linee di indirizzo per il controllo ufficiale nella microimpresa, ottobre 2012, con il quale si semplificano le prassi del controllo igienico-sanitario per le micro-imprese che producono alimenti. Questo documento va proprio nella direzione di facilitare il sorgere di micro-imprese per favorire l’occupazione, e rappresenta un ulteriore passo per l’applicazione in Italia del Regolamento 852/2004.

Tra l’altro, queste linee d’indirizzo danno delle indicazioni utili per adeguare gli spazi dei locali destinati alla produzione, che vanno riprese nella preparazione dei Manuali di autocontrollo per prevenire la contaminazione dei cibi, e il controllo igienico-sanitario di tutto il processo produttivo.

Questo, è un altro documento, insieme alla circolare dell’ASLTO1, che trovate allegata in altro articolo del Blog, che si può presentare alla propria ASL, per dimostrare che dal punto di vista normativo, è possibile produrre e vendere dolci fatti in casa.

– Altro interlocutore, una volta formalizzata la costituzione della micro-impresa (apertura di una partita I.V.A., scelta del regime fiscale, verifica dei requisiti igienico-sanitari richiesti per  la cucina domestica), è il Comune. A questo ente si dovrà presentare la Dichiarazione d’inizio attività (DIA), nella quale va esplicitato il tipo di produzione che s’intende fare. In genere, i Comuni forniscono un’apposita modulistica. Qui, sicuramente, è utile farsi aiutare dalla Camera di Commercio locale per la compilazione e l’inquadramento della micro-impresa.

 

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