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Il nostro punto debole? La serietà!

Il nostro punto debole la serietà
Il nostro punto debole? La serietà!

Può sembrare ambiguo il titolo di questo articolo.

Qualcuno potrebbe interpretare: il punto debole di Cucina Nostra è che manca di serietà. In realtà, è il punto esclamativo alla fine della frase che fa la differenza. Il punto debole di Cucina Nostra è proprio l’affermazione della serietà che informa e caratterizza le nostre azioni e il nostro modo di operare per far nascere e crescere microimprese domestiche del settore alimentare.

In un panorama dove la serietà è merce sempre più rara, noi ci assumiamo la responsabilità di affermare che il nostro obiettivo è mettere in campo competenze e professionalità serie per sostenere le persone che vogliono avviare una produzione di alimenti fatti in casa a norma di legge, e fare di questo un lavoro regolare e sostenibile nel tempo.

Vediamo proliferare continuamente piattaforme internet che incentivano la produzione e la vendita di cibo fatto in casa, prescindendo da qualsiasi norma che impone la sicurezza alimentare dei prodotti e la regolarità della vendita. Abbiamo già preso posizione su questo tema a  proposito di home restaurant e dei  cosiddetti “hobbisti” del cibo.

Dal nostro osservatorio ultimamente vediamo affacciarsi alla ribalta un nuovo fenomeno: l’avvio di imprese alimentari in abitazione privata che assumono oggetti sociali che le mettono fuori controllo rispetto alle autorità sanitarie.

Detto in parole più chiare: se io produco alimenti fatti in casa, ma mi registro come attività nel settore del commercio non do motivo all’Azienda sanitaria locale di venire a controllarmi perché non produco cibo, semplicemente lo vendo.

Ci corre l’obbligo di prendere posizione su questa nuova realtà per il lavoro che facciamo come Associazione, per la professionalità e competenza dei nostri partners, per la serietà dei nostri microimprenditori associati che hanno assunto su di sé la responsabilità di avere avviato una produzione domestica per la quale si sono sottoposti e si sottopongono alla vigilanza delle pubbliche autorità, garantendo così una leale concorrenza di mercato.

Va spiegato che l’esercizio delle attività regolamentate (o attività soggette a verifica) è subordinato alla presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività al Registro delle Imprese. La Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) – introdotta dal D.L. n. 78/2010, convertito e modificato dalla Legge 30 luglio 2010 n. 122, che ha riscritto l’art. 19 della Legge 7 agosto 1990 n. 241, sostituendo la Dichiarazione di Inizio Attività (DIA) precedentemente prevista – consente di avviare un’attività di impresa con un’unica comunicazione in cui si autocertifica, contestualmente
alla denuncia di inizio attività, il possesso di tutti i requisiti previsti per il legittimo esercizio della stessa. La SCIA, allegata al modello di Comunicazione Unica (di iscrizione o variazione) al Registro delle Imprese, consentirà, pertanto, ai soggetti interessati di avviare immediatamente (una volta in possesso della ricevuta che attesta l’avvenuta ricezione della pratica da parte dell’ente) l’attività segnalata, ricorrendone gli altri presupposti di legge. La Camera di Commercio, nel termine di 60 giorni dal ricevimento, accerta il possesso dei requisiti e, nell’ipotesi di carenza degli stessi, adotta motivato provvedimento di divieto di prosecuzione dell’attività, fatta salva la possibilità di regolarizzare la posizione entro il termine fissato dall’amministrazione.

Dopo la ricezione, il Registro delle imprese trasmette le istanze alle varie pubbliche amministrazioni interessate. Tra queste, se si tratta di produzione di alimenti, all’Azienda Sanitaria competente che potrà così procedere alla verifica dei requisiti dichiarati nella SCIA.

L’oggetto sociale descrive le attività che possono essere esercitate da un’impresa o da una società e dev´essere sufficientemente determinato, lecito e possibile. Ad esempio, può essere produzione e vendita di auto, produzione e vendita di alimenti, costruzioni edili, ecc.

Quindi le imprese che producono alimenti in abitazione privata di cui parliamo, hanno sì Partita IVA, iscrizione alla Camera di commercio e al Registro delle imprese, ma dichiarando che l’attività esercitata è il commercio non saranno mai sottoposte alla vigilanza igienico-sanitaria. 

Come dire: fatta la legge (in questo caso il Regolamento 852/2004, Allegato II, Capitolo III), trovato l’inganno…E anche in questo nuovo ambito di micro-imprenditorialità abbiamo glissato sulle regole in una forma più sottile, ma altamente subdola per il consumatore che rischia di trovarsi fra le mani un prodotto che crede sicuro dal punto di vista igienico-sanitario, ma che in realtà non lo è.

Cucina Nostra,il Blog Dolciconmesi battono da tempo perché una legge europea che offre un’opportunità effettiva di lavoro regolare, sia applicata anche in Italia. E oggi con rammarico assistiamo all’ennesimo episodio di sleale concorrenza di mercato, Queste pseudo-imprese alimentari in abitazione privata di fatto mettono in circolo alimenti non sicuri e non controllati dal punto di vista alimentare, sottraendosi alle regole, ma presentandosi con un’apparente regolarità perché iscritte al Registro Imprese.

Vogliamo ribadire che i microimprenditori associati a Cucina Nostra

  • producono e identificano la propria produzione con codici attività e oggetti sociali che li rendono controllobali da parte delle autorità sanitarie e amministrative;
  • garantiscono leale concorrenza di mercato rispetto alle altre imprese alimentari perché adempiono a ciò che prescrivono le diverse normative.

L’obiettivo di Cucina Nostra, in quanto associazione di promozione sociale senza scopo di lucro, è quello di creare lavoro regolare, fornendo servizi e consulenze qualificate per consentire ai nostri soci di essere sul mercato alla pari di altri imprenditori. Per l’Associazione operano professionisti seri che sono impegnati ad affermare una nuova modalità di fare impresa nel pieno rispetto delle leggi.

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