Microimpresa domestica in primo piano: “Farina e Passione” di Laura Berardi

LAURA BERARDI
LAURA BERARDI, titolare di Farina e Passione

LAURA BERARDI è la titolare di “Farina e Passione”, prima microimpresa domestica del settore alimentare associata a CUCINA NOSTRA e la quarta nata in Italia. In questa intervista ci racconta le motivazioni e la storia della sua iniziativa imprenditoriale.

Un primo piano per una giovane donna che ha deciso di intraprendere creandosi un lavoro, dimostrando che si può produrre e vendere alimenti fatti in casa in regola e sicuri dal punto di vista igienico-sanitario, valorizzando le ricette e le tradizioni famigliari.

 

  • Come mai sei arrivata a pensare di avviare una microimpresa domestica nel settore alimentare, nonostante sappiamo che non sia così semplice in Italia?

L’idea di avviare una microimpresa domestica nasce fondamentalmente dalla voglia di condividere con le altre persone la gioia e l’importanza di ritornare a sapori “casalinghi” ed autentici, diversi dai sapori standard a cui ci siamo abituati. La possibilità di fare in casa ha inoltre il vantaggio di avere un investimento economico iniziale limitato e, soprattutto, di non costringere a vincoli (affitto o leasing di un locale dedicato) che potrebbero rivelarsi difficili da rispettare. Mi piace infine l’idea di unicità  e di particolarità che è propria di un’attività come la microimpresa domestica. Certamente non è un’idea facile da realizzare, ma è una cosa che si può fare e quindi il modo e la via si possono trovare.

  • Che cosa ti porti delle pregresse esperienze lavorative in questo tuo nuovo progetto imprenditoriale? Ossia quali abilità, consapevolezze, esperienze passate, ti sono state utili per cominciare con questo nuovo lavoro?

Sono cresciuta in un ambiente artigiano, e questo mi ha permesso di sviluppare il senso e l’attenzione al lavoro come parte integrante della vita quotidiana e non come cosa separata. Ho imparato, vivendolo nel quotidiano, il valore dell’artigianato come arte e capacità di “fare”. Il mio lavoro nel campo della ristorazione, invece, mi ha permesso di sviluppare le mie capacità nel contatto col pubblico. Gestire un ristorante mi ha portato a risolvere i problemi “al volo” con le risorse disponibili e a capire le modalità di interazione con i fornitori e di definizione dei prezzi sulla base dei costi e delle spese fisse.

  • Cosa trovi di gratificante nel mettere su un’attività in proprio che ha a che fare con il cibo fatto in casa per nutrire gli altri?

Più che gratificazione è il piacere di dare a tutti la possibilità di riscoprire i gusti tradizionali e genuini. Penso anche che la tipologia di alimenti che produco maggiormente – i dolci – non siano un semplice “nutrimento” quanto piuttosto una “coccola”: non si mangia il dolce per necessità,  si sceglie e si gusta un dolce per piacere.

  • Che cosa ti aspetti da questo nuovo lavoro?

Mi aspetto di creare un’alternativa sia come attività che come offerta e di dare un segnale tangibile che se c’è una forte volontà di fare qualcosa con impegno e costanza si può fare.

  • Hai delle paure nell’affrontare questa nuova impresa?

No. Non ho paure. Ho la consapevolezza delle difficoltà correlate e so che c’è la possibilità che non funzioni. Ma sono tranquilla, perché comunque ho fatto questo passo cercando di garantirmi un minimo di copertura di spalle e comunque sono una persona che sa reinventarsi e che non ha paura di cambiare, di sperimentare, di mettersi in gioco.

  • Cosa comporta avviare una microimpresa domestica nel settore alimentare dal punto di vista dei rapporti con la ASL, burocratico, organizzativo, economico/finanziario, dei cambiamenti che hai dovuto fare nella tua abitazione?

Comporta innanzitutto una enorme dose di pazienza. Praticamente tutti i tecnici ASL non sono a conoscenza della possibilità di microimpresa domestica prevista del Regolamento CE 852/04; in generale, l’avvio di un’attività imprenditoriale in Italia è complicato e macchinoso a dispetto delle “semplificazioni”. Bisogna essere molto pazienti,  consapevoli delle proprie possibilità e cercare sempre e comunque di sentire diverse voci, diverse risposte. Dal punto di vista economico l’investimento è abbastanza limitato per quanto riguarda gli oneri legati all’avvio (tasse, diritti, ecc.), a meno di non dover fare grossi lavori in casa; l’impegno economico può variare anche a seconda di quali e quanti professionisti/consulenti ci si debba avvalere. Personalmente ho dovuto fare alcuni piccoli lavori in casa che effettivamente si sono poi rivelati utili ai fini di una migliore organizzazione della mia attività. (Una precisazione: ad oggi non ho ancora ricevuto la visita ispettiva dell’ASL, quindi quanto sopra potrebbe essere integrato – nel bene o nel male – in seguito a tale visita).

  • Che difficoltà hai incontrato per avviare la tua microimpresa domestica? Puoi segnalare le principali?

Le maggiori difficoltà sono state capire precisamente cosa fare e come farlo, districandosi tra informazioni parziali, frammentate, a volte contrastanti.

  • Come ti sei organizzata per affrontare queste difficoltà?

Ho cercato supporto e consulenza da persone esperte che condividessero la mia idea, a partire dall’Associazione Cucina Nostra che fornisce un valido aiuto e un orientamento sulla strada da intraprendere per avviare l’attività.

  • Secondo te, cosa bisognerebbe fare e chi dovrebbe intervenire per semplificare l’avvio e l’affermarsi di questo tipo di attività domestica, dal punto di vista burocratico, della sostenibilità dei costi, del mercato?

Bisognerebbe innanzitutto fare chiarezza. Gli organi istituzionali non conoscono le normative europee e a volte anche su quelle nazionali organi diversi dicono cose diverse. Bisognerebbe fare informazione alle persone, formazione ai responsabili. Probabilmente ci vorrebbe un cambiamento radicale, culturale…

  • Puoi presentare la tua microimpresa? Quali alimenti produce, quale il target di clienti a cui si rivolge, com’è organizzata la distribuzione dei suoi prodotti, quali sono le modalità per contattarla e ordinare gli alimenti che produce, altre informazioni che vuoi evidenziare/segnalare?

Il nome della mia attività ne racconta origine e contenuto: la farina, materia prima basilare per le mie preparazioni dolci, salate e per la pasta; la passione, che nasce in me (grazie a mia nonna Nina) forse prima ancora della capacità di parlare. Farina e Passione è il tentativo di materializzare un sogno: quello di fare riscoprire alle persone la gioia dei sapori di una volta, genuini ed autentici. Quello di condividere con gli altri, facendone un lavoro, la mia passione per la produzione artigianale, per alimenti dai sapori unici perché mai fatti “in serie”, mai standardizzati.

FARINA E PASSIONE

 

 

Farina e Passione è una parte di me che si fa opera, lavoro, concretezza.

 

 

 

I prodotti di Farina e Passione
Alcuni dei prodotti di Farina e Passione

Nella mia attività produco pasticceria dolce, salata e pasta fresca. Mi rivolgo sia a privati per feste di compleanno oppure occasioni particolari (ad esempio S. Valentino, Natale, Pasqua, ecc.), sia a ristoratori o commercianti che vogliono offrire alla propria clientela un prodotto unico e ricercato. La produzione avviene su prenotazione, e la consegna è normalmente a domicilio.

 

 

Ditta: Farina e Passione di Laura Berardi

Partita I.V.A.: 03441130121

Alimenti Prodotti: Pasticceria dolce, salata e pasta fresca.

[email protected]

Telefono: 393-8386555

 Sede Farina e Passione

Cislago (VA)

 

 

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