Microimpresa domestica in primo piano: “Dal cuore al sapore” di Giorgia Ceschini

 

Giorgia Ceschini, titolare di "Dal cuore al sapore"
Giorgia Ceschini, titolare di “Dal cuore al sapore”

Giorgia Ceschini è la titolare di “Dal cuore al sapore”, seconda microimpresa associata a CUCINA NOSTRA che produce e vende alimenti fatti in casa sicuri dal punto di vista igienico-sanitario, nel rispetto delle normative e delle prassi HACCP.

“Dal cuore al sapore” è la microimpresa domestica in primo piano che presentiamo questa volta.

Giorgia ci racconta la sua esperienza, il percorso che ha fatto per arrivare a realizzare la sua idea imprenditoriale, la sua ricerca, il recupero e la valorizzazione della sua precedente esperienza lavorativa e della sua preziosa esperienza di madre che cresce i suoi figli e organizza la sua famiglia, facendo proprio di questa il motore per affrontare dubbi e paure.

Giorgia Ceschini, titolare di "Dal cuore al sapore"
Giorgia Ceschini, e la sua cucina

Ci mostra la sua cucina, il luogo dove produce i suoi dolci e salati in piena sicurezza alimentare, per essere sempre più vicini alla fattibilità concreta di questo progetto di produzione. Ci racconta della sua esperienza con le istituzioni pubbliche e di come ha affrontato le varie incombenze normative con realismo e pragmatismo.

 

 

  • Giorgia, come mai è arrivata a pensare di avviare una microimpresa domestica nel settore alimentare, nonostante sappiamo che non sia così semplice in Italia?

Era da qualche anno che ci pensavo, avevo l’idea giusta, ma non era possibile, almeno così dicevano tutti! Poi un giorno per puro caso, navigando su internet ho trovato un vecchio post di Mary Rimola dove lei sosteneva che è possibile produrre e vendere gli alimenti fatti in casa. Sono venuta a conoscenza del Regolamento Europeo 852/2004, Allegato II, Capitolo III ed ho cominciato a informarmi… Mi sono associata a “Cucina Nostra”, loro mi hanno offerto il loro aiuto in ogni fase della realizzazione del mio sogno. Avevo tempo disponibile, ero disoccupata (non per scelta) e mi sono buttata! Non sapevo se era possibile, difficile o impossibile, allora non c’era neanche una impresa domestica attiva. Sapevo che la legge c’era e che le Leggi Europee prevalgono sulle norme nazionali e mi sono detta: Perché non provare?!

  •  Che cosa si porta delle pregresse esperienze lavorative in questo suo nuovo progetto imprenditoriale? Ossia quali abilità, consapevolezze, esperienze passate, le sono state utili per cominciare con questo nuovo lavoro?

Io in precedenza ho gestito un panificio per circa 9 anni. Perciò sapevo benissimo quali responsabilità comporta il lavoro in proprio, quali sacrifici, rischi, ma anche quali soddisfazioni. E poi essendo una mamma e moglie che da 20 anni organizza una vita famigliare, incastrando impegni, esigenze, bisogni e desideri di 4 persone, ci sono poche cose che mi spaventano e fermano.

  •  Cosa trova di gratificante nel mettere su un’attività in proprio che ha a che fare con il cibo fatto in casa per nutrire gli altri?

Al giorno d’oggi quando siamo ancora in piena crisi, circondati da prodotti che di naturale hanno sempre meno, con degli alimenti pieni di conservanti, coloranti e chissà quali altre diavolerie, aprire un’attività in proprio e produrre cose genuine per gli altri mi fa sentire proprio bene!

  •  Che cosa si aspetta da questo nuovo lavoro?

Non ho grandi pretese né aspettative. Spero di poter andare avanti piano piano, un passo alla volta e far conoscere la mia attività a persone anche fuori dalla cerchia di amici e parenti. Ma prima di tutto spero di ottenere apprezzamenti per l’attività casalinga, dove tutti gli alimenti sono prodotti e venduti regolarmente, seguendo tutti i procedimenti richiesti per la sicurezza igienico-sanitaria, di rintracciabilità, di etichettatura adeguata …

  • Ha delle paure nell’affrontare questa nuova impresa?

Devo ammettere che al momento non ho tante paure. Sarà perché mi sembra ancora tutto irreale … Ma non ho dovuto fare grossi investimenti, ho aderito fiscalmente al regime dei minimi che prevede il pagamento delle tasse e dei contributi in base al fatturato e questo mi permette di stare tranquilla e di non dovermi disperare nel caso di ricevere poche ordinazioni. Ecco, mi dispiacerebbe tantissimo non riuscire nell’intento di promuovere la mia iniziativa, ma questa non è paura. Spero un giorno di avere paura di non riuscire ad accontentare tutte le richieste di produzione, ma per adesso sono serena!

  • Cosa comporta avviare una microimpresa domestica nel settore alimentare dal punto di vista:

– dei rapporti con la ASL

La ASL di Trento è il mio principale punto di riferimento. Ho iniziato tutto il percorso partendo da loro. Secondo la mia logica loro sono i primi che possono e devono dare il consenso. Senza quello, tutto il resto sarebbe inutile. Io sono  stata fortunata a incontrare persone che hanno cercato di  mettere in pratica una Legge che esiste già, ma per la prima volta. Hanno fatto il loro dovere e hanno dimostrato competenza e disponibilità!

– burocratico,

La burocrazia in Italia è quella che è, ed io ho percorso l’iter che deve fare chiunque voglia aprire un’attività. Rispetto agli altri, forse, ho trovato più persone che mi dicevano che non è possibile, che mi mandavano da un ufficio all’altro, ma solo perché incontravano per la prima volta una richiesta del genere e NON SAPEVANO, e ciò non è facile da ammettere. Ma alla fine c’era sempre almeno una persona giusta che era disposta ad informarsi e aiutarmi a completare tutta la trafila burocratica richiesta.

– organizzativo,

Ecco, questo è un punto critico… perché organizzare un laboratorio domestico in casa e incastrare la produzione dell’impresa tra colazioni, pranzi, cene, merende e spuntini di una famiglia di 4 persone (con due adolescenti!) non è la cosa più semplice del mondo. Ma questo è il prezzo che bisogna pagare, perciò avanti con le pulizie continue.

– economico/finanziario,

Come ho già detto, non ho dovuto affrontare grossi investimenti per avviare la mia attività. Non sono stati necessari lavori in casa, la planimetria era già in regola e l’attrezzatura la possedevo… Ho dovuto sostenere costi per la realizzazione del Piano di Autocontrollo. Qui consiglio a tutti di appoggiarsi a dei professionisti perché è un terreno molto delicato e legato direttamente ai permessi della ASL. Un’altra spesa è stata quella del commercialista che mi ha dato una mano con le pratiche relative all’apertura dell’attività vera e propria. Ma sono degli investimenti che bisogna mettere in preventivo perché non si può fare a meno di questi.

– dei cambiamenti che ha dovuto fare nella sua abitazione?

Di ristrutturazione – nessuno. Ho dovuto predisporre alcune mensole nel ripostiglio e un frigo ad uso esclusivo della ditta e mettere delle retine antimosca sulle finestre. Questo vuol dire che la mia cucina e la mia abitazione già prima esaudivano tutte le richieste fatte da parte dell’Azienda Sanitaria. La mia cucina è stata fatta più di 20 anni fà, ha le piastrelle sui pavimenti e sui muri come tante altre cucine, ha un miscelatore per l’erogazione di acqua, il sapone per le mani è messo nel dispenser… tutte piccole cose che sono richieste ma che non sono impossibili, anzi fanno parte della maggioranza delle cucine casalinghe.

  • Che difficoltà ha incontrato per avviare la sua microimpresa domestica? Può segnalare le principali?

Per me la cosa più difficile è stata ottenere delle risposte giuste. Perché quando una persona che occupa un posto di responsabilità ti fornisce delle informazioni, le procedure da seguire, le scadenze da rispettare, si presume che siano giuste. E invece non sempre è così. Ho imparato a non fidarmi e a controllare tutto, chiedendo la stessa cosa a più persone, confrontando le risposte e chiedendo chiarimenti. Grazie a questo non ho rinunciato alla realizzazione del mio sogno. Se fosse per alcuni, adesso sarei ancora una casalinga disperata (per la depressione!).

  •  Come si è organizzata per affrontare queste difficoltà?

Il mio carattere e la mia determinazione sono stati i miei alleati più preziosi. Non mi sono lasciata scoraggiare!

  •  Secondo lei, cosa bisognerebbe fare e chi dovrebbe intervenire per semplificare l’avvio e l’affermarsi di questo tipo di attività domestica, dal punto di vista burocratico, della sostenibilità dei costi, del mercato?

Secondo me, bisognerebbe seguire l’esempio della Azienda Sanitaria della Provincia di Trento che, nel mio caso, non ha fatto altro che applicare il Regolamento Europeo già esistente. Un Regolamento comunitario stabilisce norme che sono direttamente applicabili in tutti gli Stati membri e non solo alla Provincia Autonoma di Trento! Da parte dei richiedenti, però, le Leggi vanno rispettate, le modifiche nelle abitazioni fatte e tutte le richieste vanno soddisfatte, senza ombra di dubbio.

  •  Può presentare la sua microimpresa? Quali alimenti produce, quale il target di clienti a cui si rivolge, com’è organizzata la distribuzione dei suoi prodotti, quali sono le modalità per contattarla e ordinare gli alimenti che produce, altre informazioni che vuole evidenziare/segnalare?

Dal cuore al sapore

 

La microimpresa domestica “Dal cuore al sapore” è nata come conseguenza di una passione (“Dal cuore”) per la cucina casalinga (“al sapore”).

 

 

Essendo io la sola responsabile della produzione, la qualità di un prodotto genuino, senza conservanti  è assicurata.

 

Pasticceria, i prodotti di "Dal cuore al sapore"
Pasticceria, i prodotti di “Dal cuore al sapore”

Per adesso la produzione principale è la pasticceria dolce, ma quella che non si trova nelle pasticcerie di città. Sono tutti dolcetti molto piccoli, sfiziosi, delle vere chicchette.  Si presentano come un “prodotto di alta pasticceria” (a detta di chi li vede per la prima volta). Sono adatti alle occasioni speciali e più importanti della vita come battesimi, comunioni, lauree, compleanni, matrimoni… Ma anche nelle occasioni più informali, una cena tra amici, da portare come un pensiero dolce alla padrona di casa. 

 

Tutte le ricette sono  quelle che per anni hanno suscitato apprezzamenti a casa della mia mamma, e poi anche nella mia. Sono tutte  collaudate e approvate dalla vasta cerchia di amici e parenti e continueranno ad essere i “miei dolcetti fatti in casa”.

I salati di "Dal cuore al sapore"
I salati di “Dal cuore al sapore”

Oltre i dolcetti ci sono anche dei salatini, crackers e vari biscotti salati adatti agli aperitivi e piccoli spuntini. Per questo spero che un giorno io possa avere tra i miei clienti anche degli esercizi pubblici come lunch bar, dei piccoli salotti in città che vogliono offrire ai propri clienti delle cose sfiziose, fatte in casa, di altissima qualità e senza paura per la salute dei clienti, al posto delle solite patatine in sacchetto. In breve: avere un prodotto che parte “dal cuore” e si trasforma in “sapore”.

Concludendo: la microimpresa domestica è aperta, l’idea giusta c’è, apprezzamenti continuano ad arrivare! Rimane una domanda: come allargare l’attività, come farla conoscere? In atto ci sono già la distribuzione dei volantini, il passaparola, assaggini regalati ai vari esercizi e ultimo ma non meno importante: internet. Qui c’è, oltre la pagina facebook e il sito di “Dal cuore al sapore” in allestimento, il sito di “Cucina nostra” che dedica un’intera vetrina per promuovere le attività a loro associate. È un valido aiuto, il loro impegno è notevole e avere dietro le spalle un’associazione così ti dà il senso di sicurezza, ti dà il coraggio di non mollare e andare avanti, di avere fiducia e pensieri positivi.

 

 Ditta: “Dal cuore al sapore” di Giorgia Ceschini. Trento (TN)

Partita I.V.A.: 02370300226

Alimenti Prodotti: 

Pasticceria fresca e specialità gastronomiche.

      Telefono: 333-393 1840

Trento "Dal cuore al sapore"
“Dal cuore al sapore” in Trento

 

 

 

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