DOLCICONME…DOLCICOMUNQUE

Arriva un momento nella vita in cui bisogna fare i conti con lo zucchero. O perché si ha una malattia temporanea, o cronica, ci si vede costretti a rivedere la propria dieta da cui bisogna, volenti o nolenti, togliere lo zucchero. Mi riferisco al classico zucchero che utilizziamo per dolcificare un po’ tutto: dal caffè della prima colazione ai dessert.

Questo sta capitando anche a me e, paradossalmente, questa contingenza mi ha portato a riconsiderare che cosa effettivamente rappresenta il “dolce” nella mia dieta e nel mio bisogno alimentare.

Mary

Sono così arrivata ad alcune conclusioni che si sono rivelate un’opportunità.

Siamo abituati a considerare “dolce” un alimento che contiene necessariamente zucchero, senza il quale non avrebbe motivo di chiamarsi così. Può essere uno zucchero naturale, biologico, raffinato, insomma più o meno elaborato, ma sostanzialmente  zucchero.

In realtà, se ci pensiamo bene, non è per niente vero che la dolcificazione di un alimento dipenda solo dallo zucchero. In natura esistono materie prime che hanno un caratteristico sapore “dolce”. La prima che viene in mente è la frutta, fresca o essiccata. Ma, in realtà, ce ne sono di inaspettate. Avete mai apprezzato che l’avena è dolciastra? O il riso, i fagioli, le mandorle, le noci, le nocciole?… E via discorrendo.

Questo vuol dire che ritrovare il “gusto” del dolce, per chi lo zucchero non lo può più prendere, è possibile, perché, alla fine, essere “dolce” è il risultato di un insieme di ingredienti sapientemente mescolati, tra i quali non necessariamente deve entrarci lo zucchero come siamo abituati a consumarlo.

Insomma il concetto del “dolce” per soddisfare un bisogno intrinseco, quasi primitivo direi, della nostra dieta onnivora, e di ciò che la natura stessa ci mette a disposizione per alimentarci, va ripensato. O potrebbe dirsi ritrovato. Perché in verità alle origini, il “dolce” non era quello a cui ci ha assuefatti lo stile di vita delle società opulente in cui viviamo. Il gusto del dolce non è appannaggio del solo zucchero. Può essere invece il risultato di una revisione del nostro modo di cucinare e, nello specifico, di preparare i dolci a cui da sempre siamo affezionati.

Il logo della nostra nuova rubrica

Da tutta questa riflessione, nasce l’idea di proporre questa nuova rubrica: DOLCICOMUNQUE.

Sì, perché l’idea è di riprendere le ricette pubblicate fino ad ora sul blog e re-interpretarle tentando di dare il “gusto” del dolce sostituendo lo zucchero con ingredienti “dolci”, appunto, opportunamente combinati tra loro in modo tale che possano dare al palato la piacevole sensazione che ci gratifica.

Occorre però dare un’avvertenza. Gli alimenti da cui viene tolto lo zucchero, saranno certamente “differenti” da quelli che ci aspettiamo. Avranno un sapore “meno dolce” o “diversamente” dolce. Ma quello che importa è che quando li mangiamo, ci trasmettano quella soddisfazione del palato e della mente che ci mette in pace con il mondo.

Questa dunque è la nuova sfida del Blog “Dolciconme”.

Per affrontarla come si deve, e naturalmente vincerla, ci guiderà una persona che ha fatto della riscoperta di un modo diverso di preparare i dolci, una ricerca e una sperimentazione costante, tanto che i suoi “dolci” diventeranno prodotti originali e innovativi della sua Microimpresa domestica alimentare di prossima apertura.

Mariella

Mariella

 

Questa persona è MARIELLA TRAMONTANO con il suo progetto DICO-DOLCE.

Ecco la sua presentazione.

“Sono Mariella Tramontano e per lavoro faccio l’Agente di Viaggi. E sebbene la Pasticceria sia da sempre la mia grande passione, è solo in tempi recenti che ha preso sempre maggior spazio nella mia vita, facendo nascere in me il desiderio di farla diventare qualcosa di più simile ad una professione. Inoltre è sempre da relativamente poco tempo che mi sono trovata a fronteggiare termini a me sconosciuti e anche un poco inquietanti: “diabete compensato”, “indice glicemico”, “insulinemia” …

Sicché, complice il fatto che il mio mito tra i Grandi Pasticceri è sempre stato Luca Montersino il quale – già in tempi non sospetti – aveva ideato la sua linea di pasticceria “golosi di salute” nella quale presentava dolci con zuccheri alternativi al famigerato zucchero bianco (saccarosio, per gli addetti ai lavori!), ecco che ho fatto di necessità=virtù!

La curiosità unendosi al desiderio di avere un prodotto finale che non avesse le caratteristiche di una privazione, hanno fatto il resto.

Volevo che il concetto del “senza” fosse sostituito da quello molto più soddisfacente di “altro”, per fare sì che tutti coloro i quali, come me, dovevano forzatamente attendere alla propria salute, non avessero da affrontare anche il peso della rinuncia, provare il sapore “amaro” del sacrificio.

Così mi sono documentata, sostenuta moralmente dalla mia mitica dietologa: partendo dal web, passando per librerie e biblioteche, cercando informazioni che non fossero solo pubblicazioni mediche, e facendo poi innumerevoli prove, per arrivare a test e assaggi da parte di marito e colleghi.

Certamente non ho velleità da nutrizionista, per carità, ce ne sono tanti e ad ognuno il proprio lavoro. Né i suggerimenti che via via troverete si possono sostituire ad un parere medico.

Quello che mi muove è più il punto di vista e il desiderio di tutti coloro che a fine pasto vogliono farsi una coccola; oppure chi a colazione vuole darsi uno “sprint” per affrontare la giornata.

Ed è questo mio percorso che mi divertirò a condividere con voi.   

Dunque, a ben ritrovarci in “Dolcicomunque”! “

 

 

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