Desirée Verzegnassi e la sua “Delizie di campagna”. Un’altra storia di Microimpresa domestica

Desirée Verzegnassi

 

“Nella vita ho fatto tutt’altro, perchè quando finisci le medie segui un po’ il branco… e così ho studiato ragioneria; successivamente ho lavorato molti anni in uno studio di un commercialista…. fino a quando è nata la mia bambina e ho lasciato il lavoro per fare la mamma. Qui c’è stata l’illuminazione. Mi sono potuta prendere il mio spazio e il mio tempo per decidere che ciò che volevo fare nella mia vita era trasformare una passione in un vero e proprio lavoro”.

Così racconta Desirée Verzegnassi la sua idea di produrre alimenti fatti in casa legalmente, idea che oggi è diventata la sua Microimpresa domestica alimentare “Delizie di campagna”.

Nell’intervista che segue ci racconta il percorso che ha fatto per essere una Imprenditrice che produce e lavora in casa, conciliando vita di famiglia con iniziativa imprenditoriale.

Come mai è arrivata a pensare di avviare una microimpresa domestica nel settore alimentare, nonostante sappiamo che non sia così semplice in Italia?

La cucina di “Delizie di campagna”

E’ vero, in Italia non è semplice. A volte si ha l’impressione che facciano quasi apposta ad ostacolarti… ma sono giunta alla decisione di avviare una microimpresa domestica perchè è l’unica possibilità che ho per produrre dolci per altre persone, regolarmente, in sicurezza e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie.

Che cosa si porta delle pregresse esperienze lavorative in questo suo nuovo progetto imprenditoriale? Ossia quali abilità, consapevolezze, esperienze passate, le sono state utili per cominciare con questo nuovo lavoro?

In passato non ho mai lavorato nel settore, ma ciò che ho svolto prima mi ha insegnato ad essere sempre organizzata e precisa, qualità che ora mi tornano utili. Inoltre, avendo lavorato in uno studio commercialista, ho il vantaggio di saper tenere da me la contabilità della mia attività.

Cosa trova di gratificante nel mettere su un’attività in proprio che ha a che fare con il cibo fatto in casa per nutrire gli altri?

La cosa più gratificante è sapere che c’è chi apprezza ciò che produco percependo che nei miei prodotti c’è amore e passione. Inoltre noto che il prodotto artigianale ha sempre più la meglio su quello industriale.

Che cosa si aspetta da questo nuovo lavoro?   

Da questo nuovo lavoro mi aspetto tanta soddisfazione e farò il possibile perchè avvenga.

Ha delle paure nell’affrontare questa nuova impresa?    

Ovviamente sì, la paura penso sia normale. Quella più grande è di non riuscire a far fronte all’imposizione fiscale…

Cosa comporta avviare una microimpresa domestica nel settore alimentare dal punto di vista: dei rapporti con la ASL, burocratico, organizzativo, economico/finanziario, dei cambiamenti che ha dovuto fare nella sua abitazione?

La più grande difficoltà nell’avvio di una microimpresa domestica nel settore alimentare sta nel fatto che la normativa che la regola è ignorata dagli enti e dalle istituzioni della mia regione (Friuli-Venezia Giulia). Dal punto di vista organizzativo, bisogna essere abili e disposti a conciliare la vita familiare con la vita lavorativa, che si devono alternare nell’uso della cucina domestica. Ho dovuto apportare alcune modifiche ai locali (con le conseguenti spese) per far sì che le norme igienico sanitarie vengano rispettate, ma non è stato niente di difficile o particolarmente oneroso.

Che difficoltà ha incontrato per avviare la sua microimpresa domestica? Può segnalare le principali?

La difficoltà più grande, forse l’unica, è stata far capire agli enti locali che ciò che volevo avviare era previsto da una normativa e quindi realmente possibile. In particolare, la posizione in cui è ubicata la mia abitazione, in campagna (il nome dell’azienda è stato una sorta di rivincita), risultava essere un problema burocratico che mi ha bloccata per oltre un anno. In questo l’intermediazione dei professionisti di Cucina Nostra è stata fondamentale. Da sola non ce l’avrei fatta.

Secondo lei, cosa bisognerebbe fare e chi dovrebbe intervenire per semplificare l’avvio e l’affermarsi di questo tipo di attività domestica, dal punto di vista burocratico, della sostenibilità dei costi, del mercato?   

Io ho potuto constatare, con dispiacere, che quando ho presentato il progetto ad enti ed istituzioni, non solo non ne erano a conoscenza, ma non mi hanno presa sul serio. Manca la conoscenza aggiornata delle normative, in particolare delle normative europee, e con questo si ha l’impressione che nel nostro Paese tutto sia più difficile e complicato da realizzare. Inoltre ho dovuto affrontare l’arroganza e la presunzione di chi, non solo ignora le normative, ma non fa nemmeno lo sforzo di approfondire l’argomento.

 

Può presentare la sua microimpresa? Quali alimenti produce, quale il target di clienti a cui si rivolge, com’è organizzata la distribuzione dei suoi prodotti, quali sono le modalità per contattarla e ordinare gli alimenti che produce, altre informazioni che vuole evidenziare/segnalare?

Sono Desirée, ho 34 anni e la mia microimpresa domestica si chiama “Delizie di Campagna”, per la zona in cui è ubicata. Sono una persona semplice e genuina e credo che in ciò che produco questo sia rispecchiato. Non mi piacciono le preparazioni sofisticate o complesse e sono molto tradizionale. La mia passione è scritta nel DNA, perchè mio padre è da sempre pasticcere e panettiere e in tutto ciò che produco c’è amore ed energia positiva. Mi rivolgo a chi apprezza semplicità e tradizione, a chi ama i sapori artigianali e offro torte per ogni occasione, pasticceria secca e fresca, dolce e salata, prodotti da forno e grandi lievitati con l’utilizzo di lievito madre. Inoltre, preparo anche conserve e confetture con prodotti naturali e senza l’utilizzo di addensanti.

Partita IVA 02911570303
Alimenti prodotti: 
torte, pasticceria secca, conserve e confetture, prodotti da forno e grandi lievitati 
[email protected]
Pagina Facebook: Delizie di Campagna   Telefono: +39 3456357397

 

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